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martedì, 23 ottobre 2007

Silvia Ognibene: 'Noi freelance dobbiamo parlare con una voce sola'

Silvia OGNIBENE, candidata nella categoria Collaboratori, risponde a due domande sul suo impegno sindacale.

Che cosa ti ha spinto a impegnarti nel sindacato e in particolare in Senza Bavaglio?

Sono una giornalista freelance, credo che questo basti a spiegare il perché della mia decisione. Comunque, ricapitolo sinteticamente le questioni principali:

Silvia Ognibene-          - lavoro come stringer per l’agenzia Reuters e formalmente risulto iscritta nell’elenco dei pubblicisti: in sostanza, almeno sulla carta, il mio lavoro è equiparato a quello dei “giornalisti della domenica”, dentisti e ingegneri che scrivono di tanto in tanto un pezzo perché non sanno come ingannare il tempo; il riconoscimento della professionalità è subordinato a criteri esclusivamente burocratici che niente hanno a che fare con la realtà del lavoro, probabilmente perché nelle sedi deputate siedono persone che la realtà del lavoro la vedono molto da lontano;

-          altra questione di fondamentale importanza: i compensi e le condizioni contrattuali dei colleghi, sempre più numerosi, che stanno fuori dalle redazioni: non sto parlando del mio caso particolare, perché ho la fortuna di lavorare per committenti onesti e seri, la cui linea di condotta è ineccepibile sotto ogni punto di vista. Ma ogni giorno parlo con colleghi free lance che raccontano storie di sfruttamento che sfiorano l’indecenza (come i pagamenti nell’ordine dei due euro lordi a pezzo). I giornalisti che stanno fuori dalle redazioni si avviano a superare in numero coloro che stanno dentro: questa è una grande occasione, perché progressivamente ci avviamo ad essere la maggioranza della categoria. Ma solo se facciamo sentire una voce sola, parlando tutti insieme, potremo riuscire a far valere i nostri diritti; un esercito di cani sciolti, che vagano ciascuno per proprio conto, non fa l’interesse di nessuno. E’ l’ora di dire basta al museo delle cere: la rappresentanza nazionale dei giornalisti è costituita per la gran parte da cariatidi che non hanno la minima idea delle enormi evoluzioni, anche pratiche, che hanno contraddistinto la professione negli ultimi anni. Ho scelto Senza Bavaglio essenzialmente perché ha dimensione potenzialmente nazionale: le esigenze dei giornalisti toscani non sono diverse da quelle dei colleghi siciliani o valdostani. Credo sia giusto superare la politica dell’orticello, troppo spesso contraddistinte da diatribe localistiche che non hanno niente a che vedere con le rivendicazioni legittime della categoria, per passare ad una visione di più ampio respiro.


Qual e' la prima questione che vorresti affrontare al congresso?

La questione delle donne giornaliste freelance: non nascondiamoci che la precarietà è anche una questione di genere. Non si fa la giornalista a vent’anni, in genere si arriva ad avere in mano qualcosa che somigli ad un lavoro sulla soglia della trentina: giustappunto il momento in cui anche l’orologio biologico comincia a farsi sentire: “ehi, bella, se non ti muovi, un figlio non lo fai più”. La questione si sposta quindi, necessariamente, su un piano diverso. Non si tratta più del diritto civile e sociale ad un lavoro decente e decorosamente retribuito. Poter mettere al mondo un figlio è un diritto umano. E che non vengano a dirci che le agguerrite “donne in carriera” rinunciano ai figli in nome di chissà quali posizioni di comando e di chissà quali stipendi. Come dire, che un po’ se la sono cercata, che hanno fatto una scelta. Le giornaliste freelance non hanno la possibilità di scegliere. Credo sia giusto rivendicare il diritto umano a procreare anche per le giornaliste.



postato da: guadagnucci1 alle ore 15:18 | link | commenti (1)
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Commenti
#1   23 Ottobre 2007 - 19:02
 
Tutelare i freelance, una questione strategica

[..] Senza Bavaglio si batte in tutta Italia per rinnovare dall'interno il sindacato e per sostenere una stretta alleanza fra tutti i giornalisti, che siano contrattualizzati, freelance, precari... Crediamo nella trasparenza, nel confronto e riteniamo di av [..]
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