Stefano TESI, capolista nella categoria Professionali, risponde a tre domande sul suo impegno sindacale e sulle prospettive del congresso naizonale.
1) Che cosa ti ha spinto a impegnarti nel sindacato e in particolare in Senza Bavaglio?
Per oltre vent'anni ho vissuto da free
lance i drammi miei e dei colleghi libero professionisti, lasciati soli di fronte agli editori per il disinteresse, l'insipienza e l'incompetenza di un sindacato che ci riteneva disoccupati cronici o, a volte, mostrava di considerarci "non colleghi". In nessuna delle formazioni interne all'FNSI, tranne che in Senza Bavaglio, ho trovato interesse a questo tema. Per questo ho deciso di candidarmi.
2) Qual e' la posta in gioco al congresso nazionale di fine novembre?
Lo stato di debolezza e di scarsa rappresentatività del sindacato, reo di avere condotto la nostra categoria, in oltre un decennio di pessima politica, al punto più basso della sua storia, fa sì che il congresso di novembre debba essere considerato una sorta di ultima spiaggia per condurre la Federazione ad un radicale rinnovamento di uomini e di strategie. La posta è, a mio parere, il futuro stesso della professione giornalistica.
3) Qual e' la prima questione che vorresti affrontare al congresso?
Il sindacato "unico" dei giornalisti deve, per essere tale, prendere coscienza della diversificazione tipologica avvenuta da tempo all'interno della categoria giornalistica e offrire, pertanto, una effettiva tutela sindacale a ognuna delle sue componenti: redattori, freelance, precari, cococo, uffici stampa, etc